sabato 29 giugno 2013

Il gatto nero.

"Mi sposai giovane, e fui felice di trovare in mia moglie una indole congeniale
alla  mia.  Osservando  la  mia  predilezione  per  gli  animali  domestici,  non  perdeva
occasione  di  procurarmi  quelli  delle  specie  più  piacevoli.  Avevamo  uccelli,  pesci
dorati, un bellissimo cane, conigli, una scimmietta e un gatto.  
Quest'ultimo  era  un  animale  eccezionalmente  forte  e  bello,  tutto  nero,  e
straordinariamente sagace. Quando parlava della sua intelligenza, mia moglie, che
in  cuor  suo  era  non  poco  imbevuta  di  superstizione,  alludeva  spesso  all'antica
credenza popolare che considerava tutti i gatti neri streghe travestite. Non che ne
parlasse seriamente: se accenno alla cosa, è solo perché proprio ora mi è capitato di
rammentarmene.  
Pluto ‐ era questo il nome del gatto ‐ era il mio beniamino, il mio compagno di
giochi. Io solo gli davo da mangiare, e in casa lui mi seguiva dovunque andassi, Anzi,
a fatica riuscivo a impedirgli di accompagnarmi per la strada."

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